Accademia Georgica

Piazza della Repubblica, 13
Apertura al pubblico: da lunedì a venerdì ore 9.00-13.00 Per altri orari tel. 333 2473485.

Accademia GeorgicaDietro la splendida facciata neoclassica che porta la firma del grande architetto Giuseppe Valadier si nasconde uno scrigno di cultura e storia di inestimabile valore.

Nel 1778, in pieno Illuminismo, alcuni intellettuali innovatori e appassionati di agronomia treiesi  trasformarono l’Accademia dei Sollevati (sec. XV) in un centro per lo studio e la sperimentazione in agricoltura  cui diedero il nome di Accademia Georgica dei Sollevati che riuscì a collegarsi con l’Accademia dei Georgofili di Firenze (con la quale ancora oggi ci sono stretti rapporti) e con quella di Berna.

Tra gli Accademici della Georgica anche Voltaire e Alessandro Volta oltre a treiesi di fama mondiale come Ilario Altobelli, (scopritore della Supernova di Keplero e dei Satelliti di Saturno, inventore dell’analemma) e Luigi Lanzi (archeologo ed etruscologo, fondatore della moderna storiografia artistica) nonché Fortunato Benigni, l’uomo che diede il la alla rivoluzione scientifica della Georgica. Grazie al suo intuito ed al suo impegno, dalla piccola Treia arrivò una risposta concreta ai problemi europei del periodo legati all’incremento demografico.

Tra gli studi e le sperimentazioni sono da ricordare: estrazione di olio dalle vinacce, introduzione della patata nelle campagne marchigiane, importazione dei foraggi sconosciuti nelle Marche, sostegno alla “via biologica” nella difesa dell’ambiente e delle coltivazioni.

Gli Accademici treiesi iniziarono nel 1779 osservazioni meteorologiche sistematiche allo scopo di conoscere gli effetti dei cambiamenti climatici sull’uomo e sulle culture.

Alla fine del XVIII secolo ottennero l’autorizzazione dal Governo Pontificio di realizzare a Treia una “Casa di Correzione e di Lavoro” dove si fabbricavano tele, refi, merletti e tessuti per le vele delle imbarcazioni.

Ancora oggi l’Accademia offre un importante sussidio allo sviluppo culturale della realtà regionale e  rimane il punto di riferimento di studiosi e di ricercatori. A 12.000 volumi, 1200 pergamene, l’Archivio degli Accademici con manoscritti relativi agli studi nel settore dell’agricoltura, incunaboli, codici, conii, sigilli, si aggiungono tele del pittore futurista Giacomo Balla, la collezione di foto con dedica e autografo di personaggi famosi donata da Raffaele Simboli ed i ritratti di treiesi illustri tra cui Bartolomeo Vignati e Giulio Acquaticci.

 

 

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