Altare del Sacramento

1617-1619
Treia, Cattedrale

Cattedrale, Santissimo SacramentoLa cappella del Sacramento, non prevista dall’originario progetto della Cattedrale di Treia a firma di Andrea Vici, allievo del Vanvitelli, è stata costruita nell’Ottocento quale sede dell’elegante ed imponente tabernacolo che vi si trova dal 1840, dopo essere stato acquistato dai padri Agostiniani della chiesa di San Nicola di Sant’Angelo in Pontano.
Nel suo capolavoro Giù la piazza non c’è nessuno, la scrittrice Dolores Prato lo definisce “tempio raccolto introno a una grandissima alta cupola con quattro cupolette minori a croce, come sarebbe stato San Pietro se non l’avessero allungato” e ne attribuisce la donazione alla sua famiglia, i Ciaramponi.
La scenografica struttura lignea è databile tra il 1617 e il 1619 e ha un posto di rilievo nell’ambito del processo iconografico avviato durante la Controriforma dal tabernacolo di Pirro Ligorio donato da Pio IV al Duomo di Milano e dal Ciborio della Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore a Roma.
Il tabernacolo treiese segue dunque i dettami della Chiesa che, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, intende restituire la massima centralità all’altare e al sacramento dell’Eucarestia.
La struttura è piramidale a tre ordini sostenuta da quattro angeli, trasposizione figurata di sostegni architettonici. Il primo ordine è scandito da colonne corinzie scanalate che affiancano quattro nicchie con statutette di santi e sostengono un timpano ai cui lati sono dipinti i santi vescovi Tommaso e Ilario. Nello sportello sul retro è dipinto Sant’Agostino come indizio della chiesa di provenienza.
Il secondo ordine, definito da colonne binate a fusto liscio e due nicchie con statutette per lato, termina con un tempietto a cupola che funge da coronamento.

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