Arena Carlo Didimi

Arena Carlo Didimi

La balaustra di Piazza della Repubblica vista dall’Arena Carlo Didimi

“Per il gioco del pallone ci voleva un muro. Macerata se l’era costruito tanto tempo prima che cadesse il papa, un muro interminabile, si chiamava lo Sferisterio perché il pallone è una sfera. A Treja c’era il muro, ma non fabbricato per il gioco, era il muro che sosteneva la più bella piazza pensile del mondo”

Il muro che nel romanzo “Giù la piazza non c’è nessuno” la scrittrice Dolores Prato descrive come sostegno della magnifica Piazza della Repubblica, è parte delle mura cittadine che il Comune di Treia cominciò a ristrutturare agli inizi dell’Ottocento destinando l’area ad ospitare l’arena per il gioco del pallone col bracciale. È intitolata più grande fuoriclasse di tutti i tempi, il patriota e giocatore treiese Carlo Didimi per la cui bravura, è ancora la Prato a ricordarlo, “il recanatese Leopardi scrisse l’ode “A un vincitore nel pallone”. Fu lo stesso Didimi ad inaugurarla nel 1818 con una memorabile partita.

Per esigenze di viabilità, le gradinate dell’Arena sono state smantellate negli anni ’60 del Novecento. L’area torna ad essere un campo di gioco a tutti gli effetti ogni anno in occasione della Disfida del Bracciale, una delle rievocazioni storiche più interessanti d’Italia.

 

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