La bellezza di un capriccio

La particolare conformazione di Piazza della Repubblica si deve ad un capriccio del Cardinale Nicolò Grimaldi

Ritratto di Nicolò Grimaldi di scuola romana (olio su tela, XIX secolo), Pinacoteca Civica. Da vedere, tra le tante opere di pregio di una ricca ed importante collezione, l’imponente tela che ha per soggetto il Martirio di cinque Francescani in Marocco a firma di Agostino Bonisoli (XVII secolo)

Treia deve la sua magnifica piazza al capriccio di Nicolò Cardinale Grimaldi (1768-1845). Rampollo di nobilissima stirpe e prestigiosa carriera ecclesiastica, collezionista d’arte, nella sua Treia ha letteralmente lasciato il cuore che è sepolto in Cattedrale, mentre il corpo riposa a Roma, in San Salvatore in Lauro. Risalendo via Lanzi in carrozza, sentiva i cavalli sforzare per la ripidissima pendenza. Decise allora di far abbassare il piano calpestabile. Il risultato è Piazza della Repubblica, piazza-balcone, salotto a cielo aperto su due piani. Caratteristica la forma a ferro di cavallo chiuso dalla balaustra marmorea disegnata da Andrea Vici.

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