L’artigianato tradizionale

Figurante Vallesacco“I merletti e la tessitura furono l’antica industria del paese… Non conveniva più smerlettare e tessere, le fabbriche mandavano tutto. A Treja crescevano i mulini e le fornaci”.

In questi due brevissimi passi tratti da Giù La Piazza non c’è nessuno la scrittrice Dolores Prato racchiude il passaggio di Treia all’economia industriale che la rende ancora oggi famosa nel mondo.
Nella descrizione del telaio e della sua integrazione totale con l’ambiente domestico, tutto il valore di un popolo di artigiani oggi rievocati per la Disfida del Bracciale dai figuranti del

Madonna di Loreto

Madonna neraLa Vergine Lauretana, tra le figure più care alla religiosità popolare, è compatrona di Treia insieme a San Patrizio. Per questo dal 1760 sulla facciata del Palazzo Comunale c’è un bassorilievo che la ritrae con la Santa Casa e il fregio “Posuerunt me custodem”. Ne è autore il grande scultore Gioacchino Varlé (1731-1793) cui si devono anche le statue

Rivoluzionari treiesi

Divisa di un garibaldinoTerra di spiriti liberi e illuminati quella treiese, a partire dal periodo romano quando Trea fu tra i primi municipi ad abbracciare il culto della dea Iside importato dall’Egitto. Il suo Iseo, che si trovava nell’area dove attualmente si erge il

I Ciaramponi

Tomba CiaramponiUna famiglia di nobili ed uomini e donne di cultura quella dei Ciaramponi, fortemente legata a Treia cui hanno donato l’altare del Sacramento (che troneggia nell’omonima cappella della Cattedrale) e da cui discende Dolores Prato, la scrittrice che lo straordinario microcosmo treiese l’ha reso