Cattedrale

Piazza Piave
Visite: la chiesa è aperta al culto

Cattedrale, SS. SacramentoDivisa in tre grandi navate a forma di croce greca con pareti a stucco, pilastri e colonne di ordine corinzio, la Cattedrale di Treia dedicata alla SS. Annunziata, è considerata una delle maggiori chiese delle Marche per ampiezza, maestosità e purezza delle linee.

L’ha progettata il grande architetto neoclassico Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli, che ha lasciato la sua impronta a Treia anche con il monumento a Pio VI e la balaustra di Piazza della Repubblica, Casa Benigni e la Casa di Lavoro, Villa Votalarca.

La prima pietra fu posta nel 1782 sul luogo dove sorgeva l’antica pieve di San Giovanni di cui resta il campanile, originale come il fonte battesimale, un capitello di marmo di ordine corinzio, databile circa alla metà del I secolo dopo Cristo, proveniente dalla Trea romana.

La costruzione venne ultimata nel 1814 quando fu solennemente consacrata da San Vincenzo Maria Strambi, allora vescovo di Macerata e Tolentino.

La Cattedrale è un vero scrigno di tesori d’arte. In Sagrestia conserva una Deposizione di Cristo nel sepolcro di Vincenzo Pagani (1490-1568) ed una tavola di Giacomo da Recanati (1412) in cui la Beata Vergine è circondata da Angeli e Santi in atto di porgere al Beato Corrado da Offida il Bambino. In basso, a  sinistra, è raffigurato il Beato Pietro da Treia, tra i primissimi seguaci di San Francesco citato anche nei Fioretti.

Francescano anche papa Sisto V, il marchigiano Felice Peretti che gioacchino belli definisce in un celebre sonetto “er papa tosto” il cui busto troneggia sulla parete della Cappella della Madonna della Misericordia. Opera di Bastiano Torrigiani detto Il Bologna, che lo realizzò tra il 1585 ed il 1590, fu venduto nel 1784 con altre rarità della villa fondata dal Pontefice. Venutone in possesso, il Cardinale Grimaldi lo donò alla cattedrale della sua amata città nel 1835. Ne esiste una copia presso Victoria and Albert Museum a Londra.

Come alcuni soldati romani importarono in città il culto di Iside, frutto di viaggi e pellegrinaggi sono le reliquie conservate tra i vari altari: quelle di Santa Giustina Vergine e Martire, di Santa Matrona Vergine e Martire, ossa e sangue di S. Orso Martire, della legione Tebana.

Nell’abside un’ottima copia dell’Annunciazione di Guido Reni, il cui originale  si trova nella Cappella del Quirinale a Roma. Nel balconcino della parete nord del presbiterio, un organo del XVIII secolo opera del celebre Gaetano Antonio Callido.

Dal coro si accede alla cappella del Preziosissimo Sangue dove, nell’arca sotto l’altare, riposa il simulacro del Cristo Morto che, dal marzo 1884 viene utilizzato ogni Venerdì di Pasqua per inscenare il suggestivo rito della deposizione di Gesù. Da qui si passa alla cappella della Madonna della Colonna che prende il nome dall’immagine effigiata in uno dei pochi reperti dell’antica collegiata ed è ornata da due statue dei santi Pietro e Paolo dello scultore Andrea Bregno (1418-1506).

Proseguendo nella navata in direzione dell’uscita, sulla destra si trova la cappella del Sacramento con l’imponente altare dorato (pregevole opera lignea del XVI ). Non era prevista nel progetto originale di Andrea Vici, modificato diversi tratti, a partire dall’ubicazione dell’entrata principale che avrebbe dovuto essere su piazza Marconi.

 

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