Chiesa di San Girolamo

Borgo Vittorio Veneto
Visite: la chiesa è officiata

“San Giuseppe, San Luigi che di solito non mancano nelle città, lì non c’erano; c’erano i santi Francesco, Chiara, Filippo, il dotto Girolamo, l’arcangelo Michele, ai quali nessuno porterà un cuore d’argento”.

Una sintesi folgorante per uno sguardo al panorama delle chiese treiesi quella a firma della scrittrice Dolores Prato che, nel suo capolavoro ambientato a Treia, coglie l’essenza anche della Chiesa di San Girolamo, cara alla devozione popolare per l’effigie della Madonna del Bellamore che campeggia sull’altare”. Una chiesa che, la scrittrice, parlando del diverso suono delle campane cittadine, dice non avere “voce, ma sole, erba murana e lucertole su per le scale.”
Non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che oggi la chiesa si trova al centro del quartiere più popoloso del centro storico, il Borgo, ma mostra ancora tutti i tratti, per dirla con la Prato, di “una chiesa che sapeva già di campagna. Per un nome tanto grande una chiesetta resa più agreste da una grande croce attaccata sulla facciata accanto alla porta…Poco dopo San Girolamo, dalla sua parte, diramava una piccola strada bianca chiusa tra siepi, la grande piegava a curva fino alla Guglia; nella piccola strada c’era quasi subito la Villa Bell’Amore che mia madre prese in affitto quell’anno che passò l’estate a Treja vicino al suo ingegnere e, “svergognata”, osò anche tentare di legare con le sorelle di lui”

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