Fonte battesimale

XIV secolo
Treia, Cattedrale

Fonte battesimaleFortunato Benigni, studioso treiese cui si devono la svolta scientifica impressa all’Accademia Georgica e gli studi archeologici sulla Trea romana, nelle Memorie del 1815 scrive che “È degno di rimarcarsi che il bacino del Battistero della nostra Pieve di figura concava emisferica è incavato con sommo artificio nell’abaco, a campana, di un antico capitello di marmo bianco di ordine corinzio a foglie di quercia alto palmi tre ed once sei…”. Proviene infatti dall’antica pieve il fonte battesimale della Cattedrale di Treia, impreziosito da una copertura di legno intagliato, databile tra le fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, in cui erano conservati gli unguenti sacri. La presenza sulla parete frontale di due sportelli apribili, che formano un angolo appuntito e sono decorati con la raggiera dello Spirito Santo, hanno fatto pensare anche ad un tabernacolo vista la forma di tempietto del manufatto conferita da un capolino che chiude in alto la struttura e che è certamente un’aggiunta posteriore.

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