Madonna della Pace

XX secolo
Chiesanuova di Treia

Madonna della PaceNel 1754 viene aperta al culto una nuova chiesetta costruita nella contrada Le Brecce di Treia per esigenze di tipo religioso e per creare un rifugio per seppellire i morti. Per questo una delle più popolose frazioni treiesi si chiama Chiesanuova. Oggi quella chiesa non c’è più: al suo posto il monumento dedicato ai Caduti con un sepolcro per i parroci del luogo.
Dal 1965 i fedeli si ritrovano nella chiesa che prende il nome dalla Madonna della Pace, piccola tela cinquecentesca di scuola umbra, proveniente dalla chiesa del monastero di San Benedetto di Treia, oggi demolito. È in quell’anno infatti che, primo in Italia, il 25 marzo viene consacrato l’altare maggiore costruito ed ubicato secondo le nuove disposizioni del Concilio Vaticano II.
La costruzione della chiesa, in filoni di cotto su base bugnata, era cominciata nel 1943 sotto la guida del parroco don Antonio De Mattia, che ne fu architetto e manovale. I primi materiali furono trasportati dai carri agricoli dei contadini aiutati anche dagli autocarri dei soldati polacchi ancora presenti in zona.
Nelle sei vetrate è riassunta l’opera della Vergine verso l’umanità: Visitazione, Epifania, Nozze di Cana, Calvario, Pentecoste, Mater Ecclesiae. Nei lacunari, i simboli delle litanie lauretane; alle pareti una teoria di cherubini, come graffiti, attratti dalla Gloria di Maria dipinta nel catino absidale dal professor Conconi di Como.
Ai lati dell’unica navata si aprono quattro piccole cappelle. Nelle prime due non ci sono altari: il leggio al centro dell’una è una sorta di invito alla lettura del Vangelo, mentre l’altra ospita il Battistero. Sei colonne di alabastro sostengono la conca esagonale chiusa con un coperchio piramidale in rame. Sulla parete, oltre alle iscrizioni di natura didattica e pastorale, vi sono piccoli sbalzi in rame raffiguranti soggetti a carattere battesimale: peccato originale, annunciazione, morte e deposizione di Cristo, resurrezione, immersione dei neofiti, rinascita del battezzato. Questi lavori in rame, come quelli della Via Crucis, sono opera del professor Pietro Tavani di Como.
Le altre due cappelle sono dedicate al Sacro Cuore e a San Giuseppe. Le pareti sono ornate da quattro vetrate con le maggiori apparizioni della Vergine: La Salette, Lourdes, Fatima e Loreto.

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