Porta Palestro

Porta Palestro

Porta Palestro

Porta Palestro immette nella zona dove sorgeva il castello di cui resta la torre dell’Onglavina, che prende il nome da una principessa longobarda. E proprio quello del Patrono dei Longobardi, San Michele, era il nome originale della porta che è una delle tre rimaste rispetto alle nove originarie (le altre sono Porta Vallesacco e Porta San Martino), menzionate in una lettera conservata tra di documenti dell’Accademia Georgica.

Porta Palestro è il naturale sbocco di Piazza Don Nicola Cervigni, delimitata dai luoghi in cui sono ambientati gli scritti autobiografici di Dolores Prato, ovvero le chiese di Santa Chiara, espressione incantevole del barocco, la romanica San Michele ed il Monastero della Visitazione, sede di un prestigioso educandato attivo fino a metà del Novecento e frequentato, oltre che dalla scrittrice, dalle rampolle delle famiglie più in vista d’Italia.

Uscendo da Porta Palestro, i giardini di Piazzale Trento e Trieste che i treiesi chiamano San Marco.

 

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