San Filippo

Piazza della Repubblica
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San Filippo interno

La chiesa di San Filippo è una delle straordinarie quinte che disegnano lo scenario ancor più straordinario di Piazza della Repubblica.

I treiesi sono stati tra i primi devoti al Santo che i poveri romani (per cui aveva speso la sua vita) chiamavano familiarmente Pippo Buono. Il suo nome figurava già nel 1626 tra i Patroni della città che allora si chiamava Montecchio.

I lavori che hanno portato la chiesa all’assetto attuale sono stati effettuati tra il 1776 ed il 1778 sotto la direzione del treiese Padre Carlo Fortunati. Per rendere l’edificio più ampio del precedente, ottenne di utilizzare parte della piazza del Cassero, fortezza medievale legata a doppio filo con la storia delle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Nelle sue segrete è stato imprigionato Corrado D’Antiochia catturato nel corso della battaglia di Porta Vallesacco e protagonista di un clamoroso processo per corruzione i cui atti (una pergamena di quasi 12 metri) sono conservati presso l’Accademia Georgica.

Chiesa, Oratorio e annesso Convento portano la firma dell’architetto lombardo Carlo Augustoni, mentre la facciata è stata progettata dall’architetto Giovanni Antinori.

L’interno è di rara bellezza e vi spiccano un Crocifisso del XV secolo che raffigura il Cristo detto “della pioggia”, le statue degli Evangelisti e dei quattro maggiori Dottori della Chiesa opera di Gioacchino Varlé, una Madonna di Prospero Mallarmino (1788, primo altare a destra). A Pasquale Ciaramponi, autore anche delle decorazioni della Chiesa di San Francesco si devono le tavole dell’altare di San Carlo Borromeo e quello di S. Antonio Abate.

Nelle cavità degli altari laterali i corpi di quattro santi Martiri, vittime delle prime persecuzioni: Aurelio, Valentino, Castoria, Venusta.

In sacrestia è conservato il bastone di San Leonardo da Porto Maurizio, venuto a predicare in città per le missioni del 1739.

La chiesa di San Filippo nella letteratura italiana (Leggi)

 

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