Scienza e… mistero

Statua EgiziaTreia è tra i pochi siti  al mondo a vantare testimonianze del culto di Iside, scoperte  nel corso degli scavi per la costruzione del Santuario del  SS. Crocifisso nell’area dove sorgeva la Trea romana. Pezzi di valore inestimabile risalgono all’epoca tolemaica ed hanno fatto parte di mostre allestite da alcuni tra i più grandi musei del mondo. Più di uno studioso ha visto affinità tra il culto di Iside, quello italico della Magna Mater e quello paleocristiano di Maria. Dove quindi, se non in una chiesa treiese, un “mistero” tra il sacro e il profano poteva sfidare i secoli? In Santa Chiara c’è una statua della Madonna di Loreto (nera, dunque, come i primissimi simulacri mutuati da quelli di Iside) che tradizione vuole sia quella originale sottratta alle razzie napoleoniche sostituendola con una copia e mai restituita. Un patrimonio unico dell’archeologia, scienza che fin dalla sua nascita ha trovato terreno fertile nell’Accademia Georgica, una delle più prestigiose ed attive istituzioni scientifico-umanistiche d’Europa di cui sono stati membri, tra gli altri, anche D’Alembert, Volta, Mommnsen. In un gioiello di architettura firmato Valadier, custodisce un invidiabile archivio storico-scientifico. Incunaboli e pergamene affiancano gli studi sulla coltura del Maceratino, detto anche Montecchiese (da Montecchio, nome medievale di Treia), vitigno principe nella composizione del Verdicchio. Straordinari i risultati conseguiti nella ricerca e nella sperimentazione agricola che valsero alla Georgica anche l’ammirazione di Napoleone Bonaparte. Tra questi, i primi bollettini agrometereologici ed i primi esperimenti di estrazione dell’olio dai semi.

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