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Hall of fame

Giocatore di bracciale esultaTreia città del gioco del pallone col bracciale. E non solo perché il più grande dei giocatori è stato un treiese vissuto nell’Ottocento, Carlo Didimi. Quando il 10 agosto del 1979 le chiarine chiamarono a raccolta per la

Treia, città del gioco del Pallone col Bracciale

Disfida del Bracciale

La battuta

“Per il gioco del pallone ci voleva un muro. Macerata se l’era costruito tanto tempo prima che cadesse il papa, un muro interminabile, si chiamava lo Sferisterio perchè il pallone è una sfera.

A Treja c’era il muro, ma non fabbricato per il gioco, era il muro che sosteneva la più bella piazza pensile del mondo…

Da quel gioco del pallone era uscito un giocatore che se non era lui, era il diavolo; per la bravura di quel diavolo trejese, il recanatese Leopardi scrisse l’ode -A un vincitore nel pallone-. Quando giravo estasiata avanti ai banchi dei chincaglieri sotto le Logge… era il nome ad entrarmi di prepotenza negli occhi tanto era scritto grosso in una lapide: “Carlo Didimi” (Dolores Prato, “Giù la piazza non c’è nessuno”).

Il pallone col bracciale

Il pallone col bracciale

Fase di gioco

Lo storico rinascimentale Burckardt nel Cinquecento definisce il pallone col bracciale il gioco classico degli italiani. Per iniziativa dei principi e di alcuni municipi si costruirono sferisteri di architettura classica che diventarono teatri di sfide famose.

La divisa di gioco

La divisa di gioco

La divisa di gioco

Anticamente, per i giocatori di pallone col bracciale professionisti, il vestito era bianco, di tela o di piquet e consisteva in una casacca priva della manica destra, pantaloni fino al ginocchio privi di tasche, calze lunghe di filo e scarpe di tela.

Gli strumenti

Bracciali

Bracciali

Il bracciale usato nel Cinquecento, che era fatto di legno con rialzi a punta di diamante, durò sino all’inizio dell’Ottocento.
Il bracciale moderno invece ha il manicotto fatto di un unico pezzo scavato all’interno in maniera da corrispondere quanto più è possibile alla mano ed al polso di chi deve adoperarlo.