Treia, città del gioco del Pallone col Bracciale

Disfida del Bracciale

La battuta

“Per il gioco del pallone ci voleva un muro. Macerata se l’era costruito tanto tempo prima che cadesse il papa, un muro interminabile, si chiamava lo Sferisterio perchè il pallone è una sfera.

A Treja c’era il muro, ma non fabbricato per il gioco, era il muro che sosteneva la più bella piazza pensile del mondo…

Da quel gioco del pallone era uscito un giocatore che se non era lui, era il diavolo; per la bravura di quel diavolo trejese, il recanatese Leopardi scrisse l’ode -A un vincitore nel pallone-. Quando giravo estasiata avanti ai banchi dei chincaglieri sotto le Logge… era il nome ad entrarmi di prepotenza negli occhi tanto era scritto grosso in una lapide: “Carlo Didimi” (Dolores Prato, “Giù la piazza non c’è nessuno”).

Nella Disfida del Bracciale, ogni prima domenica di agosto, rivive il secolo d’oro di Carlo Didimi, atleta e patriota  risorgimentale. I giocatori, vestiti dei colori dei quartieri cittadini, imbrac­ciano il classico manicotto in legno irto di punte in cerca di una volata che la pesante e velocissima palla di cuoio rende assai difficile.

Cortei storici e addobbi ricreano l’atmosfera Ottocento, si  aprono taverne e botteghe artigiane e luoghi storici sono animati da un ricco cartellone.

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