Visione del Beato Corrado da Offida

XV Secolo
Treia, Cattedrale

Visione del Beato Corrado da Offida

Visione del Beato Corrado da Offida

Tra i dipinti che fanno della sacrestia della Cattedrale di Treia una sorta di sacra pinacoteca, c’è la “Visione del Beato Corrado da Offida”, pala probabilmente eseguita nel 1403 e proveniente dalla cosiddetta Porziuncola delle Marche, ovvero il convento di Forano, e donata al capitolo della cattedrale dalla famiglia Grimaldi.
Attribuita nei secoli Giacomo da Recanati, la si ritiene oggi del folignate Giovanni di Corraduccio (1370-1440) per le affinità con una tavola di Madonna con Bambino e Santi che porta la sua firma ed è conservata presso la Pinacoteca Civica di Macerata.
Al centro della tavola treiese un episodio caro alla devozione francescana che in questo territorio data fin dagli albori della Regola. La Madonna porge il Bambino al Beato Corrado da Offida mentre il Beato Pietro da Treia assiste di nascosto alla visione, rappresentata dal pittore come descritta in un capitolo dei Fioretti di San Francesco, con i santi Giovanni Evangelista e Francesco che appaiono al Beato Pietro mentre questi nella meditazione si domanda chi nella Passione di Cristo avesse sofferto di più.
Alle estremità della tela altri due personaggi: a destra un laico e a sinistra un frate, forse il guardiano del convento committente.

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